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martedì 19 novembre 2013

Tutorial Uncinetto - Pattern Margherite

Ciao, oggi sto caricando su youtube un tutorial video per realizzare un pattern all'uncinetto (... in realtà il video è diviso in 3 parti).

Una volta deciso cosa realizzare, per esempio una coperta, basta comporre il pattern del numero di moduli che insieme formano la dimensione desiderata.

Qui sotto inserisco i link alle tre parti del video!

Spero che sia tutto chiaro... e che possa essere utile


Parte 1 di 3




Parte 2 di 3
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Parte 3 di 3
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sabato 24 agosto 2013

Il Topponcino

È appena nato il mio nipotino e per l'occasione gli ho preparato un Topponcino. 
Per chi non lo conosce, il Topponcino è stato inventato dalla Montessori ed è un materassino che misura circa 40x60 cm. Si usa per sostenere il neonato quando viene preso in braccio, per isolarlo dagli indumenti degli adulti che vogliono tenerlo e per non far cambiare posizione al bimbo qualora dovesse addormentarsi in braccio, perché lo si può mettere nel lettino senza spostarlo dal suo Topponcino.
Quello che ho fatto ha una fodera in cotone che si può mettere in lavatrice perché è molto facile separarla dal materassino interno.
Queste sono le foto. 
Vorrei proporne altre versioni, cambiando le stoffe, magari aprirò uno spazio-shop online... chissà

Oleolito alla lavanda

Due mesi fa, seguendo la ricetta che ho trovato su http://impatiens-magicanatura.blogspot.it/2011/09/oleolito-di-lavanda.html ho messo in bottiglia fiori di lavanda e olio d'oliva. La lavanda l'avevo piantata in un vaso a casa e l'olio d'oliva l'ho preso in campagna, a qualche chilometro da casa. Tutto senza veleni, tranne quelli contenuti nell'aria inquinata che ormai tutti respiriamo.
Due giorni fa ho filtrato e imbottigliato in vetro scuro il risultato.
Ho creato per l'occasione un'etichetta per la bottiglia.
Il risultato è in fotografia.
Vi piace l'etichetta? Ne sto creando altre e vorrei metterle a disposizione in rete...

sabato 27 luglio 2013

Giardino officinale e La spesa in campagna

Mercoledì sono stata a far visita al Giardino officinale di Morro D'oro (TE)
{http://www.giardinofficinale.it/visite.html}
ho scoperto molte cose sulle erbe officinali, sulle bevande, sugli aromi e sul grano.
Presso il Giardino officinale ho acquistato la pasta di grano Saragolla e la farina sempre Saragolla. Ho infatti scoperto che questa varietà di grano è una di quelle non modificate dall'uomo e quindi contiene meno glutine. Il grano ibrido infatti ha una resa di 6 volte maggiore rispetto a questa varietà e contiene molto più glutine. Insomma quest'aumento delle intolleranze al frumento, che io so bene non essere per nulla piacevole, è dovuto a questa ibridazione del grano.
insomma per aumentare la resa aumentiamo anche i problemi... l'argomento non è così semplice ma intanto volevo scrivere questa breve nota per mettervi la "pulce nell'orecchio"

inoltre ho saputo che esiste un sito su cui trovare produttori da cui si possono acquistare prodotti alimentari...ecco a voi il link
http://www.laspesaincampagna.com/


venerdì 28 giugno 2013

Carta fatta in casa, a mano

Oggi ho provato a riciclare fogli da 80 grammi di carta che avevo raccolto dopo averli usati per le brutte copie. Contenevano quindi non troppo inchiostro.
Per ottenere 6 fogli a partire da 60 grammi di carta ho avuto bisogno complessivamente di 11 litri d'acqua ma, a fine lavoro, l'ho raccolta in un secchio previa filtrazione con retina.
 
Ebbene può essere utilizzata per fare nuova carta in un secondo momento...oppure si può utilizzare come acqua di scarico per il bagno invece di tirare lo sciacquone.... e per almeno due volte. 

Dalla filtrazione dell'acqua residua ho ottenuto una poltiglia di carta che ho conservato in un recipiente di vetro, per la prossima volta.


Ovviamente col passare del tempo la poltiglia si separa in acqua e carta che si deposita sul fondo.

Tra due giorni i fogli dovrebbero essere pronti... staremo a vedere. 
Per il momento ecco alcune foto... la parte del foglio che è contro il panno, e che quindi non si vede, è decorata...una volta che tutto sarà asciutto potremo girare ciascun foglio e vedere il risultato....


Quella di oggi è stata una prova... se andrà a buon fine cercherò di affinare la tecnica! 

Comunque è molto rilassante come lavoro!









giovedì 27 giugno 2013

Riciclo creativo - non spacciamolo per eco-sostenibile a priori

Parlando un attimo del riciclo creativo io ci terrei a sottolineare che molto spesso sento dire "facciamolo, è divertente e fa bene all'ambiente!!".
Ebbene la seconda non è proprio così scontata.
Infatti i materiali di scarto provenienti dalle nostre case possono finire in discarica ma anche in circoli virtuosi di VERO riciclo.
Ciò di cui vogliamo disfarci infatti, ovvero il rifiuto, può essere RECUPERATO attraverso processi di RICICLAGGIO che consentono di ottenere materiali che possono essere utilizzati al posto di materie prime vergini.
Insomma appare chiaro che "sottrarre" alla raccolta differenziata un pezzo di carta significa in qualche modo evitare che esso venga riciclato e quindi, portando il concetto al limite, favorire l'uso di fibre vergini...
Ovviamente il confronto tra il differenziare e il riutilizzare il materiale si può effettuare solo considerando anche come si vuole utilizzare il materiale stesso:
per esempio se volessimo rivestire una bottiglia di plastica con una calza di nylon mediante l'uso di colla vinilica per farne un vaso dovremmo quantomeno tener conto che non c'è proprio nulla di eco in quest'operazione, perché la bottiglia di plastica, incollata per sempre alla calza, non potrà mai più essere riciclata! Accoppiando materiali in maniera irreversibile abbiamo creato un rifiuto "definitivo". 
Se invece la bottiglia di plastica viene utilizzata senza comprometterne la "purezza" allora, quando vorremo definitivamente disfarcene, potremo farlo senza aver generato ulteriori rifiuti.

Insomma la morale della favola è che 
Caso 1 se volete costruire qualcosa 
         a. se "non vi importa se eventualmente a fine vita non sarà riciclabile" è bene almeno usare materiali che avreste altrimenti buttato via, in modo da evitare di comprarne di nuovi
         b. se invece vi importa che sia, a fine vita, riciclabile, fate in modo di poter disaccoppiare i materiali ovvero smontare l'oggetto e differenziarne i componenti prima di conferirli al servizio di raccolta rifiuti
(ovviamente mi auguro che tutti rientrino nel caso b, però so che per certi progetti non è facilissimo rendere smontabile l'oggetto...)
Caso 2 se il vostro desiderio non nasce dal voler costruire qualcosa ma dal voler recuperare gli oggetti "salvandoli dalla discarica" sappiate che, in parecchi casi, la cosa è controproducente e state solo "sottraendo" risorse utili a un corretto riciclo dei materiali...


QUINDI ATTENZIONE!



mercoledì 19 giugno 2013

Il primo tentativo di creare saponi...

Oggi ho preso tutto l'occorrente per fare il sapone ed ho seguito la ricetta che ci hanno dato al corso di cosmesi naturale. Ho dimezzato le dosi perché volevo fare solo una prova dato che non avevo mai messo in pratica quello che avevo visto fare al corso.

La ricetta usata è
32g di soda caustica
250g di olio d'oliva
75g di acqua
olio essenziale 10gocce

nb. nonostante fosse poca la soda da usare, nonostante fossi all'aperto e con il recipiente con l'impasto ben lontano dal viso, ora avverto un leggero prurito in bocca... quindi consiglio di usare una protezione anche in condizioni apparentemente già sicure...

Ho messo la "crema" ottenuta in vaschette x ghiaccio fatte di silicone... ora non resta che aspettare
                                                         saponi prima prova



lunedì 17 giugno 2013

Il restauro della sedia a dondolo

Ebbene si, io amo i momenti in cui trovo abbandonate vicino ai cassonetti delle autentiche meraviglie. Un giorno mi sono imbattuta in una sedia a dondolo!! L'ho immediatamente caricata in macchina per restaurarla! Le foto non sono ottime, però comunque qualcosa si intuisce.
Ecco a voi
passaggi di carta vetrata 

passaggi di carta vetrata 

ultimata con cuscini fatti a mano da mia mamma, di cui uno con merletto all'uncinetto

domenica 16 giugno 2013

Lightbox ...con una sedia (lightbox using a chair)

Un mio amico mi ha detto di cercare in internet il tutorial per la lightbox così da poter fare buone foto in casa.... ho trovato alcune info...in molti usano una scatola di cartone come base di partenza... io sul momento non ne avevo una  disposizione e quindi ho deciso di usare una sedia! è molto più rapido perchè non c è niente da costruire....certo non tutte vanno bene, ma quelle con i pioli tra le gambe si...ecco una foto .... poi ne posterò una con la stanza illuminata, che magari si vede meglio!

giovedì 6 giugno 2013

Cosmetici fai da te - ieri il corso...

Ieri 6 giugno 2013, sono stata al corso sui cosmetici fai da te.
E' stato molto interessante, nuovo per me.
Certo ho ancora molti dubbi e non li ho di certo già risolti, ma una cosa è sicura: proverò anch'io ad autoprodurre...
ieri abbiamo realizzato una crema per le mani, una per il corpo, un sapone e alcuni tipi di maschera per il viso
Io non uso mai nulla perchè per fortuna la mia pelle non presenta particolari problemi..ad ogni modo non vado d'accordo con i cosmetici perchè mi fanno lacrimare, creme viso ipoallergeniche comprese.
Avevo già scritto nel primo post sui cosmetici naturali che persone che conosco e che avevano lo stesso problema, ma che non potevano evitare l'uso di cosmetici e creme, si sono rivolte al negozio "sai cosa ti spalmi" e li hanno risolti.
Il negozio è anche online e si trova su http://www.saicosatispalmi.com/

Dal punto di vista della sostenibilità mi sembra di aver capito che la resa delle piante - se usate per la produzione di olio essenziale - è molto bassa. Questo è sinonimo di scarsa efficienza e quindi di non sostenibilità. Insomma pensiamo allo sviluppo di una pianta e quindi al suo consumo di acqua, per esempio. Se la pianta viene sfruttata per fare un olio essenziale, con bassa resa, quelle risorse sono state in gran parte sprecate. Morale della favola...quantomeno usiamoli con parsimonia.

Da inesperta quale sono vi linko questo video/audio che mi ha chiarito il dubbio che avevo sul contatto tra l'olio essenziale e la pelle.
Vengono chiariti anche altri punti che, a quanto pare, non sono così palesi per tutti....per esempio che naturale non vuol dire innocuo. Mi sembrava una cosa ovvia ma evidentemente non lo è, infatti Barbara (la ragazza del video) ha ritenuto necessario sottolineare che legge continuamente articoli in cui si fa passare questo concetto naturale = salutare e che quindi andava fatta chiarezza.

http://www.youtube.com/watch?v=5BVmy8Y7fDA

lunedì 3 giugno 2013

La tesina per il corso sulla CCS

Questa è la versione originale della mia tesina sulla CCS, da presentare come prova di fine corso insieme all'esame orale. Risale a due anni fa, ma è comunque abbastanza attuale. Ovviamente ho dovuto cambiarla. Questa era troppo "libera". Io invece ritengo di essere stata fin troppo diplomatica. Probabilmente ne scriverò una versione migliore ora che sono fuori dall'università.

[Cliccando su ogni singola immagine essa viene ingrandita e diventa leggibile]
 

























La mia lettera al ministero, contro le trivelle

Ministero dell'Ambiente
Direzione per la Salvaguardia Ambientale del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare -  Divisione III
Attenzione: Concessione d71 FR-NP e d149 DR-NP Northern Petroleum
Via Cristoforo Colombo, 44

00147 - Roma


e p.c. : Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Generale per la Qualità e la Tutela del Paesaggio e l'Arte Contemporanea
Via San Michele, 22
00153 - Roma


Gentile rappresentante del Governo Italiano, 

chi scrive è una ragazza che, uscita dal liceo scientifico, decise di dedicarsi all’ingegneria ambientale perché comprendeva che gli esseri che abitano il pianeta, difendendo l’ecosistema, difendono di conseguenza il loro bene primario che è la vita. Senza conoscenze tecniche non è possibile comprendere per poi contrastare i problemi gravi che l’umanità sta già affrontando e che dovrà affrontare con urgenza, primo fra tutti il surriscaldamento globale il cui principale responsabile sono le emissioni di CO2 in atmosfera. E chi è responsabile di queste emissioni? Principalmente le attività antropiche, prima tra tutti la produzione di energia elettrica da combustibili fossili seguita dal settore dei trasporti.
Quindi i combustibili fossili dovrebbero essere sostituiti al più presto dalle fonti rinnovabili che BASTERANNO se ci sarà una coordinazione politica: una pianificazione dello sviluppo e delle attività tale da AUMENTARE L’EFFICIENZA di tutto ciò che oggi necessita di energia: dai processi produttivi ai semplici elettrodomestici. Anche nel settore edilizio si può intervenire con grande efficacia ma purtroppo dovremo aspettare il 2018 perché i costruttori siano obbligati a seguire alti criteri di efficienza, quindi, fino ad allora, continueremo a sprecare energia anche per il condizionamento, peggiorando la situazione.
Come se non bastasse abbiamo ormai chiaro che gli inquinanti prodotti dall’estrazione, dal trasporto e dalla combustione delle fonti fossili causano gravi problemi alla salute umana. Cosa porterebbe di buono alla collettività trivellare il mare Adriatico? Niente, niente di buono. Ma molto, molto di cattivo, pessimo, tumorale direi.
I cittadini ormai questo lo sanno. Lo sanno i pescatori che sono allo stremo perché nessuno, compresi loro, ha tutelato il mare fino ad oggi e quindi se ne stanno pagando caramente le conseguenze, lo sanno gli albergatori che vogliono far vivere le proprie cittadine bellissime e talvolta storiche di turismo, ma lo sa anche chi non ha nessun interesse economico come le madri che vogliono poter portare i bambini in spiaggia e farli stare a contatto con l’aria salubre e col mare pulito dove fare il bagno.
Sono persone che, in questo momento di crisi per il paese, cercano di mantenere il proprio lavoro o di trovarne uno, e che oltre a questo devono acquisire conoscenze tecniche multidisciplinari per avere la capacità di criticare le scelte politiche. Fanno tutto ciò perché provano a dare un futuro migliore ai propri figli e invece si ritrovano a non poter dar loro nemmeno la sicurezza di ereditare la casa e la terra dove vivono perché magari è appena stata costruita una bella centrale turbogas che emette tanti inquinanti e che, invece di stare in una zona disabitata, è situata a 150 metri dall’abitazione, in una ex zona agricola riconvertita a industriale proprio per permettere la sua realizzazione (la turbogas è più pulita di una centrale a carbone, ma va realizzata con criterio sia tecnicamente che come inquadramento nel contesto ambientale).
Le rassicurazioni delle aziende che hanno fortissimi interessi nei combustibili fossili e che, mediante la comunicazione strategica, cercano in tutti i modi di farci credere che hanno reso tutto molto più “pulito” e “sicuro” incantano qualcuno ma non tutti per fortuna. Sappiamo come è finita in altre parti d’Italia e nel mondo. Sappiamo che nessuno ci tutela! Noi cittadini non ci sentiamo più tutelati! Subiamo attacchi su ogni fronte. Le leggi spesso vengono cambiate per favorire l’insediamento produttivo di turno (vedi riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle). I posti di lavoro che il settore delle fonti fossili crea non sono un motivo valido per permettere ad alcune società basate sull’attuale modello energetico di continuare sulla loro strada di distruzione degli ecosistemi e della vita. Il settore delle rinnovabili è l’unico che, durante la crisi, ha portato delle concrete possibilità lavorative che offrono prospettive anche a lungo termine, considerando che le fonti rinnovabili sono “illimitate” e vanno solo studiati modi per rendere sempre migliori le tecnologie attuali. Quasi tutto ciò che ci viene raccontato per rassicurarci serve solo a non far cambiare nulla in questo paese dove si fanno gli interessi economici di poche grosse società a scapito della salute dell’ambiente e dei cittadini che hanno fatto il grave errore di delegare e non controllare. La politica deve effettuare delle scelte per il bene comune, scelte basate su valutazioni tecniche, sul parere di esperti imparziali che, raccogliendo i dati, informano in maniera trasparente chi deve prendere le decisioni sui pro e sui contro di ogni cosa. La politica è necessaria perché ogni persona sceglie un campo d’azione e non può essere informata su tutto. E’ necessaria perché si deve creare una rete di persone che collaborano, ciascuno con il proprio bagaglio personale, a realizzare un mondo dove chiunque possa trovare delle condizioni favorevoli che consentano la crescita personale dell’individuo e di conseguenza quella dell’umanità intera. Delegare è necessario per raggiungere questo fine. Ma purtroppo chi viene delegato, ormai è chiaro, a volte dimentica qual è l’obiettivo: il bene comune. E allora i cittadini non devono dimenticare di controllare quello che succede. E noi lo stiamo facendo per proteggerci, perché siamo in un momento in cui abbiamo capito che la tutela purtroppo deve partire da noi stessi, anche quando siamo dei non tecnici. I dati vanno valutati sotto tutti gli aspetti, l’analisi non è economica in senso stretto. E se vogliamo ridurla a pura economia lo si può fare, ma il costo della salute persa, delle cure mediche, della ricerca sul cancro e del degrado ambientale che porta le persone a essere costrette a lasciare la loro terra per cercare un posto migliore dove è meno probabile prendere un cancro vanno considerati.
La forma ad albero che la nostra democrazia ha è quella corretta. Questa forma è riempita dalla politica. I cittadini stanno facendo crescere un albero parallelo a quello riempito dalla politica che alla fine però ne assumerà la stessa forma. Saranno i contenuti ad essere diversi. Ma ci vorranno anni perché cresca e si dirami, ci vorranno energie, ci vorranno soldi. Tutto questo, se ci pensiamo bene è solo uno spreco. Esiste già l'albero della democrazia che è fondato sulle forti radici della Costituzione Italiana, chi lo riempie però deve agire in nome di essa. 
Per questo scrivere al Ministero dell'Ambiente è il modo che i singoli cittadini hanno per chiedere alla politica di far vivere l'albero della democrazia che già esiste. Chiediamo tutela, chiediamo che le istituzioni riprendano il ruolo di coordinazione delle varie attività del paese col fine di fare l'interesse dei cittadini. 
Chiediamo che l'ambiente venga tutelato in tutte le sue parti e, in particolare, in questo momento rivolgiamo particolare attenzione al problema della petrolizzazione del Mare Adriatico.

Esprimo pertanto la mia contrarietà alle ispezioni sismiche e all’installazione dei pozzi petroliferi d71 FR-NP e d149 DR-NP per la ricerca di idrocarburi, come proposto dalla Northern Petroleum di Londra. I pozzi dovrebbero sorgere lungo il litorale pugliese, a circa 25 km da riva e, se approvati, rappresenterebbero l’inizio di una vera e propria invasione dell’Adriatico pugliese da parte di ditte petrolifere straniere.
La VIA prevede l’uso di tecniche invasive come l’air gun con danni alla pesca e per gli animali marini e la realizzazione di pozzi esplorativi, presumibilmente con l’intento di farli restare nei nostri mari per decenni a venire, se produttivi. Sebbene se ne richieda la perforazione, il progetto non descrive l’inevitabile uso di fanghi e fluidi perforanti o la produzione di acque di risulta altamente tossiche, che caratterizzano ogni pozzo, preliminare o permanente che sia. La Northern Petroleum non menziona neppure pericolicome subsidenza, scoppi, inquinamento o effetti sul pescato o sul turismo.
La petrolizzazione dell’Adriatico, inclusi i progetti in esame, sono in totale contrasto con l’attuale assetto naturalistico ed economico delle coste di Puglia, che basano la loro economia sul turismo di qualità, pesca, agricoltura e su un’immagine di territorio sano. La migliore ipotesi è che la Northern Petroleum estragga una piccolissima percentuale del fabbisogno nazionale di petrolio in cambio di un forte deterioramento dell’ambiente e delle attività economiche esistenti sul territorio. 

La presente e’ da intendersi ai sensi dell’articolo 6, comma 9 della legge 8 luglio 1986 n.349, che consente ai cittadini di presentare osservazioni sui progetti sottoposti a VIA e ai sensi del trattato di Aarhus. Quest’ultimo, recepito anche dall’Italia, afferma che le popolazioni hanno il diritto di esprimere la propria opinione su proposte ad alto impatto ambientale e che l’opinione dei cittadini deve essere vincolante. Esortiamo dunque i Ministeri a bocciare i progetti Northern Petroleum e tutti gli altri a venire, in rispetto dell’Adriatico, della volontà popolare e della legislazione vigente.

Le inesibibili conclusioni della mia tesi

Queste sono solo le conclusioni della mia tesi di laurea in ing. ambientale. L'argomento è la verifica di assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica, procedura introdotta tramite D.lgs 152/2006 a seguito della direttiva 42/2001 CE.
Per come la vedo io il "parere" che ho espresso era motivato tecnicamente. La tesi parlava di leggi. Le leggi tutelano dei valori.... insomma una tesi è qualcosa che va motivato, è un'affermazione. Ho dovuto togliere queste conclusioni dal mio lavoro, perchè mi è stato detto che erano troppo personali... 
Almeno però posso metterle nel mio blog...

<< Cap. 7 Conclusioni

Nell’introduzione al presente lavoro abbiamo scritto «il rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità a VAS è solamente un documento che ha lo scopo di prendere la decisione sul sottoporre o meno il Piano/Programma a VAS. Questa decisione viene presa in base al fatto che esistano o meno effetti significativi sull’ambiente dovuti all’attuazione del Piano/Programma. Il problema è che stimare l’impatto in realtà implica una misurazione e quindi un livello di studio che è superiore a quello base per un’analisi che sia da ritenersi solo preliminare. D’altra parte non ha molto senso stimare un impatto in maniera solo qualitativa....». 
Al paragrafo 3.5 abbiamo commentato i criteri e sollevato alcune questioni specifiche in merito alla modellazione dei sistemi oggetto di studio, disponibilità di studi specifici su alcune tematiche, processi di gestione degli effetti nel contesto territoriale di riferimento, impatto transfrontaliero, disponibilità di dati territoriali su diverse scale per i diversi temi ambientali....

Nella pratica esiste anche una criticità che riguarda l'integrazione tra le procedure. 
Infatti, ad esempio, da un lato le procedure urbanistiche comunali prevedono che un piano attuativo venga proposto presentando un progetto che possiamo definire "definitivo" e che va presentato prima della verifica di assoggettabilità a VAS. 
Dall'altro la procedura preliminare di verifica di assoggettabilità a VAS di un piano rappresenta una fase in cui le scelte strategiche non sono ancora consolidate e quindi possono essere rimesse in discussione. 
Appare evidente che l’applicazione del decreto legislativo 152/06, introducendo la verifica di assoggettabilità  a VAS, nel caso dei piani attuativi rimette in discussione i progetti "definitivi" appena dopo che siano stati presentati. Pertanto, considerando che il decreto è abbastanza recente, di certo la procedura autorizzativa dovrà essere rivista in modo da consentire al progettista di presentare un progetto preliminare non consolidato ma orientato alla verifica di assoggettabilità.  
Un'altra criticità è data dal fatto che un piano attuativo non comprende informazioni sulle tipologie edilizie ed impiantistiche, ma in fase di valutazione dell'impatto, ovvero nella verifica di assoggettabilità del piano, queste informazioni sono necessarie. 
Quindi è chiaro che ciò che viene richiesto da un comune ai fini dell'autorizzazione di un piano attuativo non basta a soddisfare le richieste che invece riguardano il piano in fase di verifica di assoggettabilità. 
Ciò che servirà quindi, in attesa di una procedura "accorpata" e semplificata, è una progettazione di tipo integrato che possa soddisfare in ogni caso sia le richieste comunali sia quelle della fase di verifica preliminare.
D'altra parte non è possibile pensare di poter ancora progettare come si è fatto finora ovvero senza tener conto dell'impatto che poi il piano avrà in termini energetici e di inquinamento. Sono proprio gli effetti di questa progettazione incompleta ad averci portato a vivere i problemi attuali.
Di fronte a queste criticità e contraddizioni di tipo procedurale è la politica a dover fornire una risposta in grado di soddisfare quanto prescritto dall'Unione Europea.
Un tecnico può solo rispondere alle domande che gli vengono poste, cercando di lavorare in maniera da economizzare le risorse. Ma bisogna anche metterlo in condizione di poter lavorare seriamente.
Quanto al rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità, esso dovrebbe essere uno strumento che viene utilizzato sempre rimanendo in sicurezza; ovvero secondo noi, la verifica di assoggettabilità a VAS dovrebbe avere esito negativo solo raramente. Magari in casi di variazioni marginali di un piano. La realtà è complessa e il rapporto preliminare è uno strumento troppo debole per poterla valutare, cosa che va fatta scrupolosamente. È il rapporto ambientale, interno alla procedura di VAS, uno strumento più adatto a tale scopo. Ovviamente questo rappresenta il vero problema poiché sappiamo che entrare nella procedura di VAS comporta uno sforzo economico notevole e un rallentamento della tabella di marcia. Chi non vorrebbe bypassare la VAS? 
Vogliamo fornire un esempio che ci sembra calzante. 
Se un paziente va dal suo medico di base per un controllo egli cercherà di fare una diagnosi preliminare al termine della quale stabilirà, secondo dei parametri, se il paziente va curato pesantemente, visitato ulteriormente o mandato a casa perché sano. 
Ebbene chiunque vorrebbe semplicemente sapere di essere sano. Ma, sulla base dell’esperienza del medico, che comunque è basata su valutazioni soggettive/oggettive, qualitative/quantitative, ed è certamente soggetta a errori, potrebbe venire fuori che il paziente ha bisogno di altre attenzioni. È antieconomico, è un dispendio di tempo ed energie. Ma lo si fa, per salute. 
Il medico è una figura professionale che si occupa della salute del paziente. 
Il medico, prima di diventare tale, presta giuramento, il giuramento di Ippocrate.
La medicina è una scienza. 
C’è chi si occupa della salute delle persone, chi di quella dell’ambiente.
La premessa necessaria all’attuazione di qualsiasi legge è che tutti gli attori coinvolti ne condividano lo scopo. Sotto tale ipotesi ciascuno cercherà di attuarla al meglio poiché comprende che realizzare quanto prescritto vuol dire tutelare chiunque. Questa premessa non è utopica, è realistica ma necessita di una volontà culturale. E’ il giuramento di Ippocrate di chi deve occuparsi di tutelare l’ambiente. E nel caso in cui una legge non sembri essere condivisibile, bisognerebbe adoperarsi affinché essa venga modificata, non decidere di aggirarla.
La Direttiva europea fissa delle linee guida che tutti i cittadini dell’unione dovrebbero conoscere per farle entrare nella propria cultura. Il cambiamento che si propone di attuare non è solamente tecnico, ma vuole essere una deviazione dal binario prettamente economico che la società sta percorrendo, verso una dimensione diversa in cui bisogna tutelare anche l’ambiente. Questo è accaduto ora che la salute dell’ambiente è ad alto rischio. Le famose analisi multicriterio in cui si assegna un peso diverso a ciascun settore sono sempre state sbilanciate sull’economico. Certo senza una convenienza economica non è possibile realizzare un’idea, ma senza lungimiranza, senza dare un maggior peso anche al resto, siamo arrivati al punto in cui ci troviamo adesso. Il frutto di ciò che è stato fatto è questo. La crisi che stiamo vivendo è dovuta alla nostra cultura. Adesso bisogna cambiarla se non vogliamo che il futuro continui a precipitare. Lo sviluppo sostenibile era consigliato. Adesso è imposto, se vogliamo sopravvivere. La direttiva prescrive di agire con maggiore scrupolo, dando così la possibilità alle generazioni future di ricevere una risorsa che sia ancora utilizzabile e un futuro che non sia definitivamente compromesso. E’ necessario che vengano riscritti i principi che vanno rispettati anche per mezzo della tecnica. Questo comporta un maggiore sforzo economico? È la multa che va pagata per non aver agito prima, quando veniva data la possibilità di scegliere e veniva scelto di non tutelare il futuro. Adesso ne abbiamo l’obbligo>>. 

Orto sul balcone: fragole in vaso

Quest'anno ho parecchi vasi di fragole, ero partita 3 anni fa da due piantine, ma si sono riprodotte a tal punto che molte ho dovuto regalarle! Che soddisfazione!
E il bello è che i frutti sono buonissimi. Non avendo mai coltivato nulla avevo paura di non ottenere grandi risultati... e invece devo dire che la fragola è proprio una pianta poco esigente! Vuole solo acqua e sole. Io a volte la innaffio con l'acqua di cottura delle verdure...ad esempio quella di quando cucino le bietole....

Ho iniziato grazie al sito di Bruno Del Medico (http://www.coltivarelorto.it/e poi ho continuato grazie al suo gruppo facebook, parlare con lui e con gli altri membri del gruppo mi aiuta a capire quali sono le cose da fare e da non fare per mantenere l'orto sano (https://www.facebook.com/groups/coltivarelorto/?hc_location=stream).

Queste sono le piante che avevo lo scorso anno.



Farò nuove foto alle piantine dato che ora sono molte di più.

Intanto però ecco alcune delle fragole colte quest'anno








domenica 2 giugno 2013

Cibo pronto....

Non guardo molta tv ma quando succede ovviamente mi trovo davanti anche la pubblicità.
Adesso hanno creato dei pasti pronti che tu ti limiti a scaldare...addirittura il pollo alla cacciatora mi pare, oppure anche il pesce....
A me sembra assurdo....
Senza abbracciare l'argomento nel suo insieme e nelle sue infinite diramazioni mi limito a pensare, per esempio, ad un lavoratore single.
Questo modello economico ci costringe a lavorare (per i pochi superstiti che hanno ancora un lavoro) e a dedicare tutto il nostro tempo a quest'attività...insomma si vive per lavorare, non si lavora per vivere. La domenica non esiste più, gli orari sono flessibilissimi. Con il tuo stipendio poi che cosa potrai comprare? Beh, per esempio dei pasti pronti, perchè a te non rimane il tempo di cucinare. Anche se vogliono farli passare come equivalente di un pasto fresco, preparato con il tempo che ci vuole, è ovvio che non lo sono. Molti oggi hanno problemi alimentari legati all'ansia e allo stress, ma anche al fatto che consumiamo prodotti non genuini, con conservanti. 
Insomma siamo proprio in un circolo vizioso bello e buono. 
Il tipo di società frenetica ti ruba il tempo, talmente tanto che non puoi nemmeno più prepararti un risotto. La tua vita è allo sbando, inizi a ingrassare e ad avere problemi di stomaco perché mangi solo panini e lo fai freneticamente tra uno spostamento e l'altro . Quando invece puoi sederti a tavola a casa ti accorgi che la dispensa è vuota e vai avanti a scatolette di tonno pescato con metodi non sostenibili. 
Ti mancano un bel piatto di ravioli, un bel secondo, un buon dolce, una pizza.  Il tuo campanello d'allarme trilla, squilla, ti sta mandando messaggi continui d'allerta.... è la tua natura SANA che ti dice "ehi, ma che cavolo fai? mi stai stressando! calmati! ti rendi conto che non hai più nemmeno il tempo di nutrirti a dovere?". Questo messaggio dovrebbe farti rinsavire, dovrebbe aiutarti a capire che sei sul binario sbagliato. Sì, ci sei capitato, te l'hanno imposto... ma tu puoi sempre fare qualcosa, magari insieme ad altri che sono sicuramente nella tua situazione. Tu puoi reagire, cambiare la situazione, non accettare passivamente. Tu vuoi mangiare qualcosa che non sia cibo in scatola! <<Sì, ho deciso, così nn si può andare avanti! Rivoluzione!>>. Ed è qui che arrivano le nuove invenzioni del cibo "di plastica": <<Ehi! Sei stressato? Stai pensando seriamente che questi ritmi non sono umani, che questa non è vita? che ti manca un cibo decente? Non dar retta alla tua natura di uomo libero e sano! Rimani schiavo e NON PREOCCUPARTI!! Il nostro cibo buonissimo LO CUCINI TU! Pronto in 5 minuti, buono come quello della nonna>>.
mmm...che aspetto invitante... >:-S